Nuovo Museo Ferruccio Lamborghini

Come nasce un mito

Bologna - 4 maggio 2014 - Marcello Maccaferri

Interno del Museo Ferruccio Lamborghini © Museo Ferruccio Lamborghini
Interno del Museo Ferruccio Lamborghini © Museo Ferruccio Lamborghini

 

Un tuffo nel passato, attraverso la storia e l’opera d’ingegno di una delle menti più innovatrici del mondo a quattro ruote. Il nuovo Museo “Ferruccio Lamborghini” è un contenitore polifunzionale, uno spazio espositivo versatile.

 

 

 

 

 

 

Un percorso di emozioni che racconta la storia del mito del “Toro” e del suo genio fondatore, rispecchiandone la creatività e l’eccezionalità. Alle porte di Bologna, racchiuso all’interno di un ex stabilimento di famiglia riqualificato, il nuovo Museo dedicato a Ferruccio Lamborghini non passa certo inosservato. Dopo una ventina di anni dalla sua inaugurazione datata 1995 e dopo aver accolto i visitatori nella sede di Dosso nella campagna ferrarese, oggi questo piccolo “gioiello” ha trovato una nuova casa più grande a Funo di Argelato, nel pieno della Motor Valley,grazie ad una scelta mirata fatta dal figlio Tonino Lamborghini: dare maggior spazio e risalto alla storia di un uomo capace di creare dal nulla un grande impero industriale, realizzando un brand che, a 50 anni dalla sua nascita, rappresenta ancora oggi un fiore all’occhiello del Made in Italy in tutto il mondo.

 

 

Fabio Lamborghini e la Miura di Ferruccio © Museo Ferruccio Lamborghini
Fabio Lamborghini e la Miura di Ferruccio © Museo Ferruccio Lamborghini

 

Per celebrare uno dei più grandi costruttori italiani, il figlio Tonino e il nipote Fabio hanno voluto ricreare all’interno del nuovo Museo il racconto di una vita, raccogliendo un vasto campionario delle sue produzioni più interessanti: dagli amati trattori con cui iniziò l’attività fino alle supercar di successo degli anni ‘60-’70, esibendo prototipi unici al mondo, cimeli di famiglia, fotografie e tanto altro ancora.

 

 

 

 

 

Un vero e proprio spaccato di civiltà industriale, che attraversa la vita del “Toro” e del suo fondatore. Una persona semplice ma lungimirante,che fin dalla sua prima creazione datata 1947, il Carioca – modello di trattore “economico” fabbricato con componenti di mezzi militari – ha sempre fatto dell’inventiva e della voglia di stupire un suo cavallo di battaglia. Lo fece lanciando i primi bruciatori e condizionatori negli anni ’60, ma anche pannelli solari e depuratori d’acqua allora quasi inesistenti in Italia. Lo fece spiazzando la concorrenza con i suoi motori aspirati, i più potenti mai realizzati, con i quali fece “volare” non solo autentiche supercar da sogno, ma anche elicotteri e motoscafi.

 

 

Una passione innata, quella per la meccanica, che spinse Ferruccio Lamborghini nel1963 a lanciarsi nel mondo delle quattro ruote, sfidando in prima linea i potenti di allora, Enzo Ferrari su tutti.

 

 

 

 

Sotto la sua supervisione nacquero alcuni “gioielli” che oggi sono il punto forte del Museo: dal suo primo “esperimento”, la Topolino Mille Miglia, passando per il prototipo originale della prima vettura commercializzata, la 350 GTV, fino alle famose e avanguardistiche Miura (in esposizione c’è quella personale di Ferruccio) e Countach, dotata delle porte “a forbice”, un vero marchio di fabbrica. Tra i numerosi pezzi unici che si possono ammirare nel nuovo Museo Ferruccio Lamborghini ci sono diversi prototipi di auto come l’Islero, l’Urraco,una Jalpa dell’’81 e l’inconfondibile quattro porte Espada del 1968, le cui portiere ad “ali di gabbiano” saranno fonte d’ispirazione per la DeLorean del film “Ritorno al futuro”.

 

Gallardo LP 560 Coupè RID
Gallardo LP 560 Coupè RID

Ferruccio Lamborghini era un uomo estremamente eclettico e amava dimostrare quanto fossero potenti i suoi motori anche applicati ad altri contesti da quello automobilistico. Non deve quindi stupire che all’interno del Museo trovino spazio da una parte un enorme Offshore Classe 1 di 13,5 metri, equipaggiato con due motori della Casa e vincitore di ben undici titoli mondiali (otto consecutivi), dall’altra uno splendido esemplare omologato di elicottero superleggero con doppi comandi, una vera rarità per l’epoca. 

 

 

 

 

 

Nella sua collezione privata, non poteva poi mancare un lussuoso Riva Aquarama, a cui Ferruccio decise nel ’68 di togliere i motori americani originali e innestare due dei suoi “marinizzati”, con il risultato di creare un bolide sull’acqua da 700 CV, che vinse con tanto di record la traversata Pola-Cervia nel 1970. Oggi quello stesso motoscafo, rimesso completamente a nuovo, è in mostra al Museo fino ad ottobre. I 5000 mq di area espositiva permettono al visitatore di ammirare molto da vicino chi era e cosa facesse Lamborghini, attraverso la ricostruzione fedele del suo primo ufficio, i suoi oggetti personali, le foto di famiglia, i riconoscimenti ufficiali. C’è anche uno spazio dedicato alla sua “seconda vita” da agricoltore, quando decise di lasciare il lavoro d’azienda nel 1974 e dedicarsi alla sua nuova tenuta-resort in Umbria. Ci sono i suoi vini, e in particolare il più pregiato e premiato “Sangue di Miura”, dedicato alla mitica auto. Oltre ai dodici prototipi unici al mondo, il Museo mette in mostra altre curiose primizie: la prima mini-vettura che il padre di Ferruccio creò per il figlio quando aveva solo otto anni, la collezione privata delle sue automobili (Alfa, Bentley, Rolls Royce…) e un pezzo unico e di grande valore spirituale, la Golfcar “Tonino Lamborghini”,utilizzata dal Santo Padre Karol Wojtyla durante le visite pubbliche del suo Pontificato. Ferruccio Lamborghini scelse il toro come simbolo dell’azienda, per via del suo segno zodiacale ma anche perché quell’animale gli piaceva. Si addiceva al suo spirito, come un toro da Corrida, pronto all’attacco senza paura del domani. Così era Ferruccio Lamborghini e così è come il nuovo Museo a lui dedicato racconta la nascita di un mito.  

 

 

 

 

Museo Ferruccio Lamborghini

S.P. Galliera n. 319
40050 Funo di Argelato (BO)

 

 

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