Tra le più belle piazze d’Italia: la Piazza del Popolo a Faenza

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Faenza - 11 agosto 2012 - Ugo Forghieri

A Faenza la Piazza della Libertà si unisce a Sud con Piazza del Popolo per formare quella che veramente può essere considerata una delle più belle aree cittadine d’Italia. Due splendidi portici, completati da ampi loggiati superiori, delimitano la Piazza che si presenta come il salotto della città e proprio in tal senso viene vissuta dai faentini. Venite qui nel tardo pomeriggio o in una mattina di mercato (martedì, giovedì e sabato) e vi convincerete. Non è una moda recente. Qui si incrociavano infatti il cardo ed il decumano (i due assi viari cardine degli accampamenti delle legioni romane) dell’antica Faventia, fondata nel II secolo a.C. nei pressi e a protezione del ponte che attraversava il fiume Lamone. Qui passava la via Emilia, che ancora oggi (dopo 2200 anni) costituisce la spina dorsale di tutta la Regione, da Ariminum (Rimini) sino a Placentia (Piacenza) e oltre sino a Mediolanum (Milano).

 

Per prima cosa notiamo la Torre dell’Orologio, ricostruzione post-bellica – molto fedele – della torre seicentesca posta all’incrocio tra il cardo e il decumano prima citati. Era stata distrutta dalle truppe tedesche in ritirata verso Nord (1945) per sottrarre agli Alleati un importante punto di osservazione.

 

A fianco della Torre ecco l’imponente Palazzo del Podestà e, sul lato opposto, il Palazzo del Municipio, anticamente sede della Signoria dei Manfredi. E’ interessante ricordare che già durante il Rinascimento, ma soprattutto nel Settecento, iniziarono complesse risistemazioni dell’intera Piazza. L’obiettivo era regolare ed uniformare portici e loggiati e conferire al luogo quella qualità “scenografica” che tanto apprezziamo: l’armonia dei loggiati, delle colonne, le moderne tende chiare poste sotto le arcate rendono ancora oggi piacevole il sostare e il passeggiare. Fu a suo tempo un progetto condiviso dal Consiglio degli Anziani della città e dai bottegai che avevano attività commerciali in Piazza: una “riqualificazione urbana” ante litteram.

 

A giugno in Piazza si sfidano gli apprezzatissimi sbandieratori del Palio del Niballo – una delle più antiche e conosciute giostre medievali che si disputa ogni anno la quarta domenica di giugno allo stadio comunale “Bruno Neri” – e il 5 gennaio qui viene bruciato il Niballo stesso, la grande figura con fattezze di guerriero saraceno, nemico secolare di molte contrade italiane.

Al centro del lato Nord, il cosiddetto “Voltone della Molinella” (la volta ad ombrello fu decorata a grottesche nel1566), conduce al teatro alla Piazza Nenni, oggetto di un recente accurato restauro, che ha restituito l’aspetto originario agli edifici e alla piazza stessa. Entrati nella piazzetta ecco apparire la bella facciata neoclassica del Teatro Comunale Masini, eretto a fine Settecento su richiesta dell’Accademia dei Remoti, un cenacolo di intellettuali ed artisti faentini già attivo sin dal 1673. L’intensa frequentazione del Teatro da parte dei faentini continua l’alta tradizione culturale di Faenza anche ai nostri giorni.

 

Non resta che continuare la visita della città. Andiamo al Museo Internazionale delle Ceramiche e poi al Palazzo Milzetti, due eccellenze assolute nel pur ricchissimo panorama italiano.

 

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