San Michele in Bosco

Chiesa San Michele in Bosco © Genus Bononiae. Musei nella Città

Bologna - 11 giugno 2013 - Eleonora Ferrante

Il nome di questo plesso, di antichissime origini (anno 368 d.C.), deriva dalla fitta selva che oggi come allora circonda il colle sul quale si erge. Pare che il primo monastero risalente al IV secolo fu distrutto dai Goti, ricostruito dai Longobardi e poi di nuovo distrutto dagli Ungari nell’anno 900.

Biblioteca - sala lettura all'interno della chiesa di San Michele in Bosco © Genus Bononiae. Musei nella Città
Biblioteca – sala lettura all’interno della chiesa di San Michele in Bosco © Genus Bononiae. Musei nella Città

Tuttavia le prime notizie certe relative a questa chiesa risalgono all’XI secolo con dei documenti che accertano la presenza di una comunità di monaci agostiniani a Bologna.

Durante il XIII secolo, grazie al suo strategico posizionamento, il monastero fu trasformato in fortilizio militare. Dal 1430 al 1437 l’edificio fu adibito al solo uso militare e abbandonato dai monaci che vi risiedevano. Quando l’ordine ritornò, i monaci avviarono una serie di lavori di restauro. Tali lavori gli conferirono l’aspetto che attualmente conserva: la chiesa fu divisa internamente in due parti, quella più alta per i monaci e quella più bassa per i fedeli; una sala lunga 160 metri (una delle sale più grandi di Bologna) fu adibita a dormitorio; furono aggiunti dei locali per la sagrestia, la biblioteca e il refettorio detto del Vasari per via della meravigliosa tela intitolata Cena di Gesù in casa di Marta ad opera del celebre pittore aretino Giorgio Vasari. Furono aggiunti anche due chiostri, uno dei quali nel Seicento assunse una forma ottagonale e fu affrescato dal celebre pittore Ludovico Carracci e dagli allievi della sua scuola.

Interno della chiesa di San Michele in Bosco © Genus Bononiae. Musei nella Città     Chiesa San Michele in Bosco © Genus Bononiae. Musei nella Città
Interno della chiesa di San Michele in Bosco © Genus Bononiae. Musei nella Città

Da allora è noto come Chiostro dei Carracci. Quando le truppe napoleoniche scesero in Italia, nel 1798, i monaci furono cacciati e il plesso fu utilizzato prima come caserma, e poi come residenza per il re d’Italia. Nella seconda metà dell’Ottocento l’edificio fu fatto totalmente restaurare per essere adibito a plesso ospedaliero, grazie anche alla donazione del noto chirurgo bolognese Francesco Rizzoli a cui fu dedicato l’edificio in seguito.

Corridoio della Biblioteca di San Michele in Bosco © Genus Bononiae. Musei nella Città
Corridoio della Biblioteca di San Michele in Bosco © Genus Bononiae. Musei nella Città

 

 

L’ospedale fu inaugurato nel 1896 alla presenza di re Umberto I e della Regina Margherita. Nel 1933 i monaci dell’ordine olivetano tornarono a officiare la loro chiesa e iniziarono anche a occuparsi dei degenti in cura presso il nuovo ospedale.

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