Palazzo Zabarella

palazzo Zabarella2 rid

Padova - 5 febbraio 2016 - Federica Favaro

Poco lontano dal Bo, attraversando la Riviera Ponti Romani (così chiamata perché un tempo vi scorreva il Naviglio interno, tombinato negli anni Cinquanta), si accede a Via San Francesco e dopo pochi metri si arriva a Palazzo Zabarella, sede della Fondazione Bano che qui organizza importantissime esposizioni d’arte di carattere internazionale. Per informazioni sulle mostre in corso consultate il sito www.zabarella.it.

 

 

cortile rid tagliato

©Musei Civici di Padova – Gabinetto fotografico

 

La storia del palazzo si accompagna a quella della città: durante i recenti restauri sono stati infatti effettuati scavi archeologici in una vasta area ed in profondità, arrivando a ricostruirne almeno 1500 anni. La torre, che ancora oggi caratterizza l’edificio, rimanda al periodo comunale quando Padova era una città d’acque dotata di porto fluviale commerciale, mulini e attività commerciali. La storia del Palazzo inizia proprio agli albori del Comune padovano, in un periodo compreso tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIII. Ed è in questo periodo che si conferma la struttura del palazzo nella forma della casa–torre che, da una parte rappresentava il censo della famiglia proprietaria, dall’altra si presentava adatto alla difesa. Dopo un attento e recente recupero, la Fondazione Bano ha destinato alcune sale della torre per scopi istituzionali; ambienti completi di arredi originali Sette – Ottocenteschi tra cui un magnifico lampadario e gli affreschi de Le Muse di Francesco Hayez, che rappresentano oggi il nucleo più antico di Palazzo Zabarella.  

 

 

palazzo Zabarella1 rid

©Musei Civici di Padova – Gabinetto fotografico

 

Oltre alla torre, il complesso è molto articolato e prevede un cortile interno molto ampio e godibile. La Fondazione Bano ha trasformato questo palazzo in un centro culturale moderno e pensato nella formula delle fondazioni americane. Da qui si procede lungo via Zabarella, con una bella passeggiata tra negozi caratteristici e storici sotto l’insegna di Borgo Altinate.

 

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