Pagani Automobili, i sogni non hanno prezzo

Zonda C 12 - Pagani Automobili

Storia della piccola ed efficiente azienda modenese, che, grazie alla passione, alla competenza e alla perseveranza del suo fondatore e proprietario, è oggi una delle realtà più ammirate dagli appassionati di auto sportive di tutto il mondo.

Modena - 23 maggio 2013 - Marcello Maccaferri

Nel mondo delle quattro ruote ci sono ancora storie da raccontare. Guai se non ce ne fossero. Oggi siamo abituati a parlare di automobili solamente attraverso i numeri, le statistiche, le prestazioni, senza andare oltre. Le vetture vengono disegnate, prodotte, vendute e sostituite ad un ritmo sempre più elevato e tutta questa frenesia tende a nascondere la vera essenza che sta alla base della costruzione di un’auto: la passione, il lavoro e la voglia di stupire di quei costruttori che investono e credono nei propri sogni. Sono queste persone che nel caos odierno riescono ancora a regalarci le storie più affascinanti.
Horacio Pagani, fondatore della omonima Casa automobilistica, è una di queste persone.

 

Pagani 3

Huayra – Pagani Automobili

 

 

 

 

Nello sfavillante mondo delle supercar italiane, la Pagani Automobili è una realtà che si fa strada tra i grandi marchi del settore, nonostante sia decisamente inferiore come grandezza e forza lavoro rispetto alle principali concorrenti quali Ferrari, Lamborghini e Maserati. I numeri, però, non sempre contano, se è vero che la piccola ma iper produttiva azienda modenese non sembra conoscere crisi, né d’immagine né di fatturato, in un momento storico difficile per il mondo delle quattro ruote di lusso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il perché sta nello spirito di quella squadra formata da 53 tecnici che lavorano alla produzione delle vetture e nella passione del proprietario, presidente, progettista e collaudatore, Horacio Pagani.
Figlio di un fornaio di origini piemontesi emigrato in Argentina, Pagani è sempre stato un predestinato. A dodici anni costruiva già modelli rudimentali di automobili nel piccolo paese dove è nato, Casilda. A venti debuttava nel mondo delle auto da corsa, realizzando una vettura di Formula 3 che gareggiò in Argentina con i colori del team ufficiale Renault.

 

 

 

Pagani 8

Huayra – Pagani Automobili

La svolta arrivò però con il suo “sbarco” in Italia nel 1982 e, in particolare, quando fece la conoscenza del leggendario Juan Manuel Fangio e della “terra dei motori”. Pagani lavorò per vari anni presso la Lamborghini, prima come componente dello staff interno e successivamente come collaboratore esterno. Il 1988 è l’anno in cui viene posta la prima pietra: nasce infatti la Pagani Composite Research, un’azienda che avrebbe dato un contributo determinante per la realizzazione di “bolidi” come la Diablo. La passione travolgente per la velocità spinse il giovane Pagani a dedicarsi in prima persona alla realizzazione di una supercar. Fu proprio verso la fine degli anni ‘80 che apparvero i primi schizzi del Progetto C8, la base di partenza dell’auto che avrebbe reso celebre il marchio Pagani in tutto il mondo.

 

 

Zonda F - Pagani Automobili

Zonda F – Pagani Automobili

 

Nel 1991 Pagani creò la Modena Design, che divenne fornitore per auto sportive come Dallara, Ferrari, Lange e Renault e l’anno seguente fu svelato il primo prototipo della Fangio F1 (che poi cambiò nome in Zonda per rispetto verso il pilota argentino scomparso nel 1995). In quel periodo, tramite lo stesso Juan Manuel Fangio, conobbe i vertici della Mercedes-Benz e due anni dopo ottenne la fornitura dei motori AMG, interamente realizzati a mano. La Pagani Automobili fu fondata nel 1998 a San Cesario sul Panaro, in provincia di Modena, nello stesso anno in cui la Zonda prendeva finalmente vita. Con la presentazione ufficiale al Salone di Ginevra del 1999 della nuova supercar Zonda C12 – costruita a mano con telaio e scocca in fibra di carbonio – il nome di Horacio Pagani cominciò a fare il giro del mondo.
Affusolata, aggressiva ma lussuosa, per dodici anni, l’auto che prende il nome da un vento che soffia sulle Ande si è fatta ammirare in tutte le sue versioni (una decina, più alcuni esemplari unici), vincendo anche diversi riconoscimenti dalle maggiori riviste del settore. Grazie alla sua esclusività e alle raffinate soluzioni tecniche adottate, è diventata presto un’auto di culto per tutti gli appassionati, imponendosi come instant classic.
Oltre alla capostipite C12, i modelli più apprezzati sono la Zonda F (“F” in omaggio a Fangio) e la Zonda R – entrambe previste anche in versione roadster – accomunate dal design super aerodinamico e dalla potenza esagerata del motore Mercedes AMG V12. La pista sarebbe l’habitat naturale di questa vettura, che nell’ultima versione R – lanciata nel 2009 – sprigiona 700 CV di potenza, toccando velocità di 350Km/h.

 

Zonda F tricolore - Pagani Automobili

Zonda F tricolore – Pagani Automobili

 

Grazie alla Zonda, la Pagani è diventata in breve tempo – e a dispetto di un certo scetticismo generale – un’azienda di nicchia capace di soddisfare il desiderio di chi vuole un’auto sportiva di lusso e da competizione, acquistabile però per un uso “borghese”. Prezzi esorbitanti e prestazioni da urlo non sembrano frenare le richieste di chi può tranquillamente “dare del tu” agli zeri, come ai desideri.
Data l’esclusività delle sue vetture, Pagani ha sempre prodotto un numero ridotto di modelli, in media circa venti auto l’anno: dal 2000 sono state vendute 130 Zonda. Pochi esemplari ma creati con un’attenzione maniacale per i dettagli. La Pagani Automobili è infatti un microcosmo in cui nulla è lasciato al caso: ogni pezzo è passato ai raggi x; esiste infatti una sorta di registro che ripercorre la genesi di ogni modello, i difetti e le riparazioni.
Fedele alla filosofia rinascimentale di Leonardo da Vinci, secondo cui l’arte e la scienza devono camminare insieme, nel 2011 Horacio Pagani ha lanciato una nuova creatura, la Huayra, il modello che di fatto va a sostituire la Zonda e a cui si ispira stilisticamente. Creazione artigianale, artistica e anche tecnologica, la Pagani Huayra ha visto la luce dopo sette lunghi anni di lavoro ed è un vero e proprio oggetto dei desideri. La vettura – che ha il nome del Dio argentino dei venti – mantiene le stesse proporzioni del modello precedente, ma è un progetto nato su carta bianca.

 

Zonda c12 © Pagani Automobili

Zonda C 12 – Pagani Automobili

Le forme sono più affusolate e leggere, il carbonio domina sulla carrozzeria, mentre le portiere ad ali di gabbiano e le appendici aerodinamiche mobili (tipo i flap degli aerei) sul cofano e nella coda portano la Huayra a cambiare in continuazione la propria sagoma, garantendo il minimo attrito con l’aria. La potenza del V12 AMG 6.0 a due turbocompressori supera i 700CV e i 1000 Nm di coppia massima e la velocità raggiungibile è da brividi: 370Km/h.
Ad oggi la nuova Huayra sta ottenendo un ottimo successo, specialmente sul mercato americano e asiatico – prezzo di litino un milione di euro – tanto che Horacio Pagani ne ha incrementato la produzione. Al Salone di Ginevra 2012, la versione totalmente in carbonio è stata tra le star dell’intera manifestazione.
C’è da scommetterci che la Huayra rappresenta solo un nuovo inizio per la Pagani. Perché a San Cesario sul Panaro, ad un passo dai capisaldi della “terra dei motori”, c’è ancora qualcuno che ha voglia di raccontare storie. Storie di sogni e di passione che non hanno prezzo.

 

 

 

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