Museo del Balì

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Museo del Balì, scintille, terremoti, verità della fisica in mano, nello sguardo, sotto i piedi

Bologna - 1 febbraio 2017 - Tullio Vittorio Giacomini

Il Museo del Balì è nel mezzo: dalla parte del mare Fano dall’altra, verso Appennino, il Passo del Furlo. Fano e Furlo  imperdibili occasioni turistiche di vera meraviglia. Il Museo del Balì è a lato della Romana Via Consolare Flaminia. Dopo 12 chilometri, lungo lo storico percorso, si devia verso il comune di Saltara. Ed è subito l’alta spianata del Balì. Si è accolti da un viale alberato. Di grandi e antichi cipressi, dall’aspetto gentile e guardingo.. E Bali_esterni_exibit_78 (1024x683)dopo cento metri  ecco si dilata – come fondale di un teatro all’aperto – la grande villa del 600. Bellissima. La Villa-Museo ha nome ”Del Balì” perché il nobile che la restaurò, nella seconda metà de 1600, era un alto dignitario dell’ “Ordine Cavalleresco di Santo Stefano” cui spettava, appunto, il grado molto onorifico di Balì. Ma la Villa, a suo tempo di proprietà di un celebrato cardinale di Fano in fama di astronomo, aveva mantenuto anche una certa importanza come luogo d’esperimenti di fisica e di ricerche fra stelle e nebulose e Via Lattea.

C’è perfino un grande planetario. Dove chi entra per ammirare “da vicino” il cielo del nostro emisfero nord, se lo voglia  può dire – all’astronomo che indica e spiega – mi da’ una Stella?!  e l’astronomo risponde di sceglierne una. Per chiamarla anche Rosa o Mario o Francesco o Ivan e Gallia: a ridente piacimento! Ma, a planetario appena “visitato e vissuto”, ecco la sequela spettacolare della stanze stregate: si toccano specchi e si vola, si accarezza una palla di ferro nichelata e ti si rizzano i capelli, una ruota con dentro contenitori di vetro – disposti secondo il teorema di Pitagora – ti svelano come sia vero che il quadrato costruito sulla ipotenusa contenga tanta acqua di quanto ne contengano i quadrati costruiti sui cateti. Magie.

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Poi c’è la stanza del terremoto. Si entra in uno scatolone di ferro. Si preme un bottone e subito si è “spaventosamente” agitati da movimenti sussultori ed ondulatori.. Meglio passare “all’agguato”, vicino e divertente, delle carrucole. Basta sedersi a seggiolini appesi ad una carrucola, legata ad una trave, tirare una cordicella e… via che si sale senza fatica. Come se i tuoi chili fossero diminuiti anche di un terzo e, forse, di più. E dalla perdita di peso ecco che si prova la perdita dell’orientamento e dell’equilibrio. Basta entrare nel tunnel. C’è una passerella che, percorsa, sconvolge la posizione eretta e la vista. Si resta turbati, scossi.

Nel Museo del Balì, s’impara e si scopre all’insegna del: Vietato non Toccare”! A destra, in una delle stanze – che s’alternano con successo – ecco un grande video dove è analizzato il corpo di chi lo guarda, secondo le “magie dei raggi infrarossi”. Così, corpi e volti -come in una serigrafia elettronica- cambiano in chiazze di colori verdi e rosse e gialle, secondo la temperatura delle parti anatomiche. Più in la c’è una strana macchina che fa il mago, il prestigiatore. E’ una palla di ferro dove ti fanno sovrapporre bicchierini di stagnola. Il “Maestro” tocca una leva e subito i bicchierini uno dopo l’altro saltano via. Già! toccare per credere.

Nella grande spianata della “Magica Villa della Scienza” c’è un metallico emisfero d’argento. E’ l’osservatorio astronomico. Attende ospiti che vogliano sapere degli astri. E c’è L’astronomo. Così ciascuno, a sera, saprà che dicono le costellazioni e le scie dei meteoriti infranti. Scie che sono quel gran pianto di stelle che il Cielo versa sulla terra, come scrisse un poeta Italiano. Qui giunti, dal Museo del Balì sarebbe tutto. Invece, no! si deve aggiungere che c’è un ottimo ristorante fra gli alberi  e nel grande edificio antico c’è anche un ospitale B&B. Dunque, felice notte ai lettori che vogliano anche guardare l’indomani da una bellissima verde collina, non lontano dai monti, a due passi dal mare. Il Mare di Fano, città della Dea Fortuna.

 

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