La Torre Pendente

La torre Pendente Pisa, foto di Stefania Consani

Pisa - 17 novembre 2012 - Karina Mamalygo

Non è casuale che sia stato chiesto che la Torre Pendente fosse messa nell’elenco delle meraviglie del mondo moderno. Anche se la Torre è rimasta fuori dalla lista, questo non diminuisce la sua fama mondiale. Il miracolo principale è la pendenza dell’asse verticale verso sud di circa 4 gradi.
Ad alcuni storici sembrava, che l’effetto della pendenza della torre fosse stata voluta nel progetto architettonico originale. Possiamo dire però che non è vero. Il problema è che il terreno sui cui è stata eretta la Torre ha consistenze diverse tra la parte nord e quella meridionale,più cedevole. L’altezza della Torre è di 56 metri, un po’ più del Duomo di Santa Maria dell’Assunta, di cui la torre è il campanile. La costruzione iniziò nel 1173, ma non sappiamo con sicurezza il nome dell’architetto.

 

Torre Pendente, foto di Massimo Lenzo

Torre Pendente, foto di Massimo Lenzo

 Molti ritengono che la torre fu progettata da Diotisalvi, lo stesso architetto del battistero, ma Giorgio Vasari nel suo famoso libro Le vite scrive che l’architetto fu Bonnano Pisano. Il primo livello della torre presenta un esempio classico dell’architettura pisana: archi ciechi divisi da colonne, decorate con losanghe e rosette scolpite dentro di esse, uguali a quelli del primo livello del battistero e del duomo. Nel primo periodo della costruzione furono eretti due piani e mezzo. La costruzione venne continuata, dopo un interruzione dovuta al cedimento del terreno, nel 1275 sotto la guida degli architetti Giovanni di Simone e Giovanni Pisano.

Questi aggiunsero tre piani che avrebbero dovuto riequilibrare la pendenza, già presente, della torre. I lavori vennero conclusi nel secolo successivo. Il risultato finale è una torre a otto piani, del primo ne abbiamo già parlato prima, sei presentano loggette in stile romanico divise da colonnine, il livello superiore presenta finestre ad arco e al loro interno sono state collocate le campane, l’ultima parte dell’ottavo livello è decorato con una serie di piccoli archi ciechi. Ci sono sette campane, ognuna ha un proprio nome e un proprio timbro. La prima, chiamata Pasquereccia, in sol bemolle, è stata fusa nel 1262 dal maestro Lotteringio di Bartolomeo. La seconda si chiama Terza, in si diesis, venne creata da maestri provenienti dalla Lorena e dall’ Alsazia nel 1473. La più piccola, chiamata Vespruccio, in mi, realizzata nel XIV secolo e rifusa nell’attuale nel 1501.

Torre Pendente, foto di Stefania Consani

Torre Pendente, foto di Stefania Consani

 

Quella chiamata Crocifisso, in do diesis, fatta nel 1572 dal maestro Vincenzo Possenti e rifusa nel 1818 da Gualandi da Prato. La Campana Dal Pozzo, in sol, creata nel 1606, fu danneggiata durante la Seconda Guerra e dopo il suo restauro fu posta nel museo del duomo. Nel 2004 al suo posto è stata posizionata una sua copia. La campana piu grande detta dell’Assunta, in si, fusa nel 1654 da Giovanni Pietro Orlandi. L’ultima, San Ranieri, re diesis, è stata rifusa molte volte, l’ultima nel 1735 da Pierfrancesco Berti di Lucca.
Tuttora le campane suonano, tramite dispositivi elettrici, ed ogni giorno a mezzodì e prima delle messe, si può ascoltare il loro suono, ma nell’antichità ogni campana suonava in diversi momenti liturgici. Pasquereccia suonava prima di Pasqua, la Terza nella terza ora del giorno liturgico (le 9 di mattina) e Vespruccio ai Vespri (alle 7 di sera). Si narra che dalla cima della Torre Pendente il grande Galileo abbia fatto uno dei suoi esperimenti.

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