La Leggenda dei Frati

© Luciano Barsetti

A Firenze, un’antica dimora abitata nel secolo scorso dal collezionista “Dandy” Stefano Bardini, diventa luogo d’incanto che custodisce magia d’arte e di natura ed ospita nelle sue scuderie il ristorante "La Leggenda dei Frati"

Firenze - 1 febbraio 2017 - Ilaria Legato

Narra la leggenda che ad Abbadia Isola, in provincia di Siena in Toscana, una lontana notte di luglio, tre frati raccolsero i migliori germogli del loro orto ed i migliori frutti delle loro vigne e prepararono nella grande cucina, un pranzo fatto con i migliori tesori della loro terra e ne mangiarono e ne bevvero cosi tanto che iniziarono a cantare e ballare senza sosta fino a notte fonda. Gli altri fratelli non riuscendo né a dormire né a fermarli, decisero di chiuderli nella stanza più alta della torre dell’Abbazia ma i tre non si fermarono mai e andarono avanti a ballare e cantare per giorni e notti intere. Ancora oggi nell’ antico convento il giorno 11 luglio, come allora, è possibile sentire,  gli echi schiamazzanti dei tre frati fantasma ancora inebriati dai frutti della loro terra: erbe, olio,  pane e Vino.

© Luciano Barsetti

© Luciano Barsetti

Il Ristorante “ La Leggenda dei Frati”,  fondato dalla coppia Filippo Saporito e Ombretta Giovannini insieme al  giovane Chef Alessandro Rossi, dedica il suo nome a questo racconto.

Originariamente il locale nasce all’interno  della vecchia abbazia di Abbadia Isola a Siena, luogo che è stato per la coppia di Chef, un primo centro di  ricerca che ha permesso di raccogliere e sperimentare il vasto  ricettario del territorio diventando in breve tempo laboratorio culinario  e di sperimentazione della nuova gastronomia toscana.

Oggi  la “nuova” Leggenda dei Frati   si trova a Firenze  nello splendido giardino di Villa Bardini, luogo che  ospita diverse esposizioni permanenti come i 90 abiti della collezione Capucci, esposti a rotazione, e i quadri del pittore Pietro Annigoni. In quella che era la scuderia, ora si trova il Ristorante dalle cui terrazza, la vista scorre verso l’Arno, fra i tetti rossi, vicinissimi, del centro di Firenze e poi ancora lo sguardo, segue la perfezione architettonica di Ponte Vecchio; di notte, da questa terrazza dove si può cenare all’ aperto, sembra quasi di toccare con un dito la cupola di Santa Maria del Fiore, e il corridoio vasariano degli Uffizi. Molti dei piatti cult del luogo, sono ispirati alle ricette usate dai frati durante la loro notte speciale: da assaggiare sono i “Pici al pesto di Dragoncello” una pasta toscana tipica rigorosamente fatta a mano. Le erbe per il pesto sono raccolte direttamente come allora da un antico Orto annesso al Ristorante  da cui si gode di una vista esclusiva della Cupola del Duomo.

 

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Queste antiche erbe aromatiche toscane che da anno in anno  perpetuano il loro seme, sono miscelate con sapienza alchemica dai tre chef in grado di interpretare la natura, esaltandone i sapori sublimi che si sciolgono in bocca e come per magia, la bellezza della città si fonde ad un esplosione di gusto nel palato ed è facile così capire la gioia che spinse i tre frati a ballare e cantare tutta la notte.

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