Il Duomo di Faenza – Un’imponente Cattedrale Rinascimentale

Interno del Duomo di Faenza

Faenza - 11 agosto 2012 - Ugo Forghieri

Arrivando a Faenza nella Piazza della Libertà (contigua alla Piazza del Popolo) ecco apparire maestosa, in cima a un’alta gradinata, la mole del Duomo, sede della Diocesi di Faenza-Modigliana ed uno dei simboli della città. La costruzione, iniziata nel 1474 durò decenni. Fu voluta dai Manfredi, allora signori incontrastati della città e molto attivi non solo nella difesa del territorio dai numerosi nemici dell’epoca (i Manfredi erano di parte “Guelfa”, sostenitori del Papa, mentre i “Ghibellini” combattevano per l’Imperatore) ma anche nel favorire arte e cultura.

 

Terminata ormai da tempo la Signoria dei Manfredi, la facciata del Duomo rimase poi incompiuta dal 1581, anno della consacrazione dell’edificio al culto di S. Pietro Apostolo. Si notano subito i mattoni sporgenti, lasciati per sostenere le lastre di marmo che avrebbero dovuto coprire la facciata, ma i faentini sono ormai affezionati al loro Duomo così com’è.

 

Di recente, un importante intervento di risanamento ha riguardato il tetto allo scopo di continuare a proteggere adeguatamente le opere presenti all’interno; tra queste, particolarmente importante, l’affresco del 1400 che mostra la Madonna che impugna frecce spezzate per difendersi contro i pericoli e liberarsi dai peccati. E’ la Beata Vergine delle Grazie, la cui intercessione fece in modo che la peste (tremenda e paurosa calamità in quei tempi) non raggiungesse mai Faenza. Le tre navate dell’interno custodiscono anche numerose sculture rinascimentali (arche marmoree con resti di Santi e un bel coro ligneo del 1517 dietro all’altare maggiore.

 

Fontana e Duomo. ©Alixbiffi

Fontana e Duomo. ©Alixbiffi

Un altro aspetto interessante: il marmo del pavimento del Duomo racchiude molti fossili di ammoniti, conchiglie fossili a forma di spirale risalenti a più di 100 milioni di anni fa. Nel Medioevo si credeva che le ammoniti fossero antichi serpenti e i marmi che le contenevano erano molto ricercati ed ammirati dai pellegrini e dai fedeli.

 

A fianco del Duomo trovate una splendida fontana zampillante realizzata nel XVII secolo su progetto di Domenico Paganelli. Leoni rampanti e draghi di bronzo la popolano ma senza far paura: distribuiscono acqua; allora (ed anche oggi) era un bene molto prezioso.

Le luci soffuse in piazza di sera, sapientemente distribuite, offrono uno spettacolo unico di armonia. Le sequenze degli elementi architettonici – parte in ombra e parte in evidenza – fanno anche meglio comprendere l’utilizzo che i faentini fecero e continuano a fare di questi spazi. Qualcosa da ricordare e da raccontare.

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