Chiarli e Tenuta Santa Croce

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Una storia di vini italiani

Modena - 16 giugno 2017 - Veronica Tarabella

Questa è una bella storia di imprenditoria familiare emiliana sviluppatasi a cavallo tra le province di Modena e Bologna e ci piace raccontarvela…

C’era una volta Cleto Chiarli che parte da San Cesario sul Panaro a metà del 19° secolo per aprire in centro a Modena l’Osteria dell’Artigliere dove servire il suo Lambrusco, grande successo e allora perché non aprire una cantina? nel 1860. Fatto!

Nel 1900 partecipa con grande coraggio e ambizione all’Expò Internazionale di Parigi, dove presenta il suo Lambrusco di Sorbara fermentazione naturale in bottiglia guadagnando il diploma di “Menzione Onorabile”.

E la storia continua, Anselmo, il figlio, negli anni ’20 da un’impronta più imprenditoriale alla cantina, arrivando ad esportare anche negli Stati Uniti.

Dopo la seconda guerra mondiale Giorgio e il fratello Giovanni (la terza generazione) si rimboccano le maniche e investono molto sulla cantina danneggiata durante gli eventi bellici introducendo per primi in Emilia Romagna il metodo Martinotti, ideale per ottenere vini frizzanti a fermentazione naturale.

Sono gli anni del Boom e anche attraverso la distribuzione associata Chiarli è presente su tutto il territorio nazionale.

 

 

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Negli anni ’80 va fortissimo l’export, le etichette aumentano, i vigneti vengono riorganizzati recuperando il patrimonio genetico dei migliori lambruschi presenti da generazioni nelle tenute agricole di proprietà: il risultato ad oggi sono gli oltre 100 ettari di vigneti  Grasparossa di Castelvetro Doc e Sorbara Doc in provincia di Modena!

Nel 2002 Mauro ed Anselmo che dagl’anni ’90 conducono l’azienda, decidono di dare vita ad un nuovo ed ambizioso progetto: costruire una nuova cantina dotata delle più moderne e innovative tecnologie per ottenere vini di altissima qualità firmati col marchio Cleto Chiarli.
È scelta l’Azienda Agricola Castelvetro, comprendente la storica Villa Cialdini.

Nel 2004 viene acquisita a Monteveglio nel cuore dei Colli Bolognesi la Tenuta Santa Croce. Questo per poter incrementare ulteriormente l’offerta tramite una selezione di vini fermi ed una “bollicina bianca” di alta qualità legata storicamente al territorio.

E arriviamo ai giorni nostri con la quinta generazione di giovani Chiarli: Carlo, Stefano,Giorgio, Giovanni e Tommaso.

Giorgio arriva in azienda nel 2008 dopo gli studi in Comunicazione e politica e si fa le ossa a Monteveglio a fianco di agronomi ed enologi…

“E’ la scuola più bella che abbia mai fatto, è un mondo estremamente affascinante e articolato e la complessità è sempre stimolante…”

Gli studi fatti lo portano a dare alla Tenuta Santa Croce un’impronta più contemporanea orientata verso il marketing e la comunicazione, ma come racconta, la cosa più divertente, è “creare” i vini assieme al Dott. Giovanni Fraulini (enologo storico ed autoctono del territorio), perché lui è un grande uomo di comunicazione ma ha soprattutto un grande palato! D’altronde la genetica non è un’opinione…

“Nei territori fortunati di collina come Monteveglio il futuro va necessariamente verso il biologico, e non per questioni meramente morali, ma perché le buone pratiche tradizionali che non abbiamo mai trascurato, trovano oggi nuovi e significativi sviluppi tecnici.”

 

 

Vigneto di Villa Cialdini  ©Carlo Guttaduro

Vigneto di Villa Cialdini ©Carlo Guttaduro

 

 

Nel maggio 2014 l’azienda ha inaugurato un Agriturismo dotato di ambienti spaziosi e luminosi con la possibilità di prenotare degustazioni e tour didattici. Ad aiutarlo nella conduzione ci sono Giorgia, sua cognata, e il fratello maggiore Stefano.

Una grande storia di famiglia, una grande cantina che attraverso tre secoli di storia oggi vanta una gamma di vini invidiabile:

Alla Tenuta Santa Croce vengono prodotti 4 vini Pignoletto Colli Bolognesi DOCG tra cui la Cuvée Nettuno Brut, dedicata a Bologna ed ai suoi ricchi aperitivi,e il Sermedo Riserva sposalizio inedito tra Cabernet Sauvignon e Pinot nero.

Cuvée Nettuno Spumante Brut

Cuvée Nettuno Spumante Brut

Sermedo Riserva 2010

Sermedo Riserva 2010

Dalla cantina di Castelvetro escono ottimi lambruschi e in particolare il famoso Lambrusco del Fondatore ancora legato a spago e vincitore più volte dei 3 bicchieri del Gambero Rosso.

Completano la ricca proposta 3 eleganti spumanti nati recentemente tramite la metodologia del Metodo Classico: Quintopasso (il nome di questa nuova realtà).

Il lieto fine è già nell’aria..

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