Cà Pesaro

©apt Venezia

Venezia - 12 febbraio 2016 - Mario Anton Orefice

Un tuffo nella Venezia romantica dell’Ottocento, un salto nella Vienna della Secessione, i suoni colorati di Kandinskij, le astrazioni dello Spazialismo. Chi visita il Museo d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, un capolavoro del barocco veneziano progettato da Baldassare Longhena (lo stesso della Chiesa Santa Maria della Salute), può ammirare alcune delle opere più importanti degli ultimi due secoli.

 

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La collezione permanente è ospitata al primo piano. Nella sala dedicata all’Ottocento si verrà subito attratti dai colori fluidi e avvolgenti delle tele di Guglielmo Ciardi: Canale della Giudecca, Mattino di Maggio, San Giorgio, e da una delle più significative vedute di Piazza San Marco, quella di Pietro Fragiacomo. La sensuale Giuditta di Klimt domina lo spazio dedicato ai quadri provenienti dalle biennali d’arte come Zia Luisa di Zuloaga, Il Riso di Maljavine, Processione in Bretagna di Charles Cottet, Cucendo la vela di Sorolla.

 

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Suggestioni simboliste nel salone che guarda il Canal Grande con le sculture di Adolfo Wildt, tra cui Carattere fiero-anima gentile e Ritratto di Franz Rose. Si raggiunge quindi la sezione che contiene le opere della collezione Lisi, uno straordinario scrigno di capolavori: Ragazze a Nervi, La convalescente, Scodelle di Felice Casorati, Follia e Mouvement de l’ âme di Alberto Martini, e ancora De Pisis, Giorgio Morandi, Massimo Campigli, Ottone Rosai, Giorgio de Chirico con Bagni misteriosi e Trovatore, Mirò e Kandinsky.

 

 

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Nella sala Fronte Nuovo delle Arti e Spazialismo si respira il clima culturale della Venezia del secondo dopoguerra con le opere di Vedova, Pizzinato, Santomaso, Tancredi, Bacci, Guidi, Saetti. Per approfondire l’opera di Emilio Vedova, gli appassionati d’arte moderna potrebbero visitare anche la Fondazione Vedova, ai Magazzini del Sale, a due passi dalla chiesa Santa Maria della Salute, e la Fondazione Luigi Nono alla Giudecca, dedicata al famoso compositore grande amico di Vedova insieme al quale realizzò diversi eventi artistici.

 

 

 

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Il terzo piano di Ca’ Pesaro ospita, invece, Il Museo d’Arte Orientale che possiede una tra le maggiori collezioni d’arte giapponese del periodo Edo (1614/1868) e altre sezioni dedicate alla Cina, con un’incantevole esposizione di porcellane e giade, e all’Indonesia di cui si possono ammirare armi, stoffe e figure del teatro delle ombre.

 

 

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