Basilica di San Francesco

Basilica di San Francesco © Ermess

Bologna - 6 giugno 2013 - Eleonora Ferrante

Il primo gruppo di frati francescani arrivò a Bologna nel 1211 e s’insediò per un breve periodo nella chiesa di Santa Maria delle Pugliole. Nel 1222 San Francesco visitò Bologna e i proseliti quasi raddoppiarono dopo la predicazione del Santo in Piazza Maggiore.
Nel 1236 il comune di Bologna donò alla comunità dei francescani un terreno nei pressi di Porta Stiera. Iniziarono così i lavori di costruzione della prima basilica in Italia dedicata al Santo di Assisi. Papa Innocenzo IV consacrò l’altare maggiore di questa splendida basilica nel 1251. L’altare fu poi abbellito e restaurato tra il 1388 e il 1393. Si arricchì della pala marmorea realizzata dai fratelli e scultori veneti Jacopo e Pier Paolo delle Masegne.

San Francesco, interno
San Francesco, interno

 

 

Attualmente la basilica, terminata nel 1263, è strutturata nel seguente modo: attorno all’abside ci sono nove cappelle, sul lato meridionale si apre il complesso conventuale che comprende due chiostri e due refettori. L’intera costruzione conserva un aspetto semplice e austero.

Lungo la navata sinistra è possibile ammirare il sepolcro di Alessandro V, morto a Bologna nel 1410.  Come nella basilica di San Domenico, anche in quella di San Francesco è possibile trovare le tombe dei glossatori; giuristi e notabili che decisero di farsi seppellire nel sacrato di queste importanti chiese. Dietro l’abside di San Francesco, oggi si possono ammirare tre tombe: quella di Francesco d’Accursio, di Odofredo Denari e di Rolandino de’ Romanzi.
La basilica conserva due campanili, quello più piccolo risale al 1260 mentre quello più grande (rimasto incompiuto) fu progettato e costruito da Antonio di Vincenzo nel 1397. Quest’ultimo, nello stesso anno, si occupò anche della costruzione della cappella della famiglia Muzzarelli.

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Nel 1796, quando le truppe napoleoniche occuparono la città di Bologna, il convento fu saccheggiato, sconsacrato e adibito a caserma. La chiesa fu riaperta al culto soltanto nel 1842 ma solo per pochi anni, perché in seguito fu utilizzata come magazzino. Nel 1886 i frati francescani riuscirono a ritornare nel convento ma poterono utilizzare solo una parte di questo. Agli inizi del Novecento i frati cercarono di ridare alla basilica quello che ritenevano fosse stato l’aspetto originario dell’edificio. I lavori di restauro furono diretti da Alfonso Rubbiani.
Durante la II Guerra Mondiale la basilica fu colpita dai bombardamenti, che la ridussero quasi in un cumulo di macerie. Fortunatamente il Comune, già nel 1949, decise di avviare i lavori di restauro per riportare la basilica al suo antico splendore.

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